lunedì 17 novembre 2008

Serie A - 12^ giornata: Roma - Lazio 1-0. Decide Baptista, la Lazio esce a testa altissima.

E' bastato un lampo di Julio Baptista al 5' della ripresa a regalare il 131° derby della capitale alla Roma. Il copione della gara è stato quello che ci si aspettava con una Roma "timorosa", consapevole di non attraversare un grandissimo momento, e una Lazio che, sbilanciata in avanti, ha pagato la solita disattenzione difensiva. L'undici biancoceleste è quello annunciato alla vigilia con Mauri come terzo di centrocampo al posto di Dabo e anche la Roma è quella comparsa sui giornali del sabato e della domenica. Dopo la solita fase di studio di un quarto d'ora la Roma ha una grandissima occasione al 19'. Vucinic raccoglie il cross dalla destra di Panucci e di testa indirizza verso l'angolino basso: Carrizo è strepitoso nel riflesso e mette in angolo togliendo letteralmente il pallone dalla porta a mano aperta. Al 22' Lichtsteiner pesca Zarate sul palo lungo ma l'argentino schiaccia troppo la palla di testa e mette sul fondo. Alla mezz'ora Zarate si mette in proprio e si dribbla metà Roma in cerca dello spazio per la conclusione: la botta dal limite è potente ma centrale e Doni para senza problemi.
La Lazio ora controlla il match e la Roma ha arretrato il baricentro. Al 37' Pandev inventa per Rocchi che in girata al volo manda alto di poco. Il primo tempo non offre più nient'altro di significativo e si conclude con la conferma di una Lazio in palla e di una Roma decisa a rinascere puntando quantomeno sull'orgoglio. Nella ripresa rientrano gli stessi 22 del primo tempo ma la Roma pronti via e va in vantaggio. Angolo battuto velocemente e cross di Totti: in mezzo all'area il più lesto è Baptista che anticipa tutti e di testa gira il pallone nell'angolino lontano dove Carrizo non può arrivare. La reazione della Lazio non si fa attendere e manco a dirlo è affidata a Zarate: l'argentino è il primo ad avventarsi sul pallone vagante in area di rigore ma il suo colpo di testa viene messo in angolo da un prodigioso intervento di Doni. Al 20' la Curva Nord grida al gol: Pandev scaraventa un gran destro verso la porta di Doni ma la conclusione finisce a lato di un soffio a portiere battuto. Un minuto più tardi però arriva la doccia gelata: Ledesma entra in ritardo su Baptista e rimedia il secondo giallo, finendo anzitempo sotto la doccia. La Lazio però non si abbatte, anzi. In 10 contro 11 gli uomini di Rossi tirano fuori gli artigli e schiacciano la Roma. Al 25' Rocchi si libera in area, alza lo sguardo e calcia a giro verso l'incrocio dei pali: alto di un soffio. La Roma risponde a stento e ci prova solo dalla distanza: Carrizo è però attento sulla conclusione di De Rossi dal limite e para in due tempi. Ancora Lazio pericolosa alla mezz'ora e questa volta l'occasione è veramente clamorosa. Scambio Pandev-Rocchi-Pandev con l'attaccante veneziano che mette il macedone da solo davanti a Doni sulla linea degli undici metri: il sinistro di prima intenzione del numero 19 risulta però centrale e il portiere brasiliano della Roma respinge. La Lazio spinge in continuazione ma si espone inevitabilmente al contropiede. Prima Mexes si immola in scivolata su Rocchi e poi la Roma riparte velocissima verso la porta difesa da Carrizo con Menez. Il portierone argentino è ancora una volta decisivo ipnotizzando l'ex attaccante del Monaco e salvando la propria porta. L'ultimo quarto d'ora è tutto targato Lazio, riversata nella metà campo avversaria alla disperata ricerca del pareggio. Dabo ci prova per due volte dalla distanza ma prima Doni para e poi Juan respinge. Zarate è inesauribile e, partendo dalla sinistra, crea due nitide palle gol: due azioni in fotocopia con il folletto argentino che fa il diavolo a quattro sull'esterno, punta il diretto avversario e mette al centro. Al 40' è Inzaghi a ricevere il cross ma colpisce male di testa, mentre al 45' il primo a metterci la testa è Lichtsteiner che però è sbilanciato e mette alto. L'ultimo sussulto della Lazio non poteva che essere del solito Zarate che parte con un infinito doppio passo ubriacante e conclude all'improvviso, mancando però il bersaglio. 
E' l'ultimo segnale biancoceleste prima della resa. Vince la Roma che risolleva il proprio morale ma non cancella i dubbi sulle prestazioni che ha offerto fin qui. Dal canto suo la Lazio ha da rimproverarsi solo la solita disattenzione difensiva e una scarsa lucidità sotto porta. La sicurezza è sempre la stessa: a Cagliari è nata una stella e questa stella non smetterà molto presto di brillare. Cara Lazio, tieniti stretta quell'argentino arrivato in punta di piedi, che non ha paura di dire quello che pensa, che non ha paura di niente e di nessuno, a cui non sono tremate le gambe al suo primo derby. Cara Lazio, tieniti stretta questo Zarate perchè questa volta hai pescato il jolly e gente del genere era un pò che non calcava il terreno dell'Olimpico. 
La sconfitta nel derby brucia sicuramente ma la Lazio esce a testa altissima dalla stracittadina in cui ha confermato quanto di buono ha fatto fin qui. E' una sconfitta che però non deve far cambiare rotta alla banda di Rossi, perchè va bene così e perchè domenica arriva il Genoa e non c'è spazio per i rimpianti. Bisogna ripartire, AVANTI LAZIO!

Roma (4 - 3 - 1 - 2): 32 Doni; 2 Panucci (33'st 77 Cassetti), 5 Mexes, 4 Juan, 22 Tonetto; 20 Perrotta, 16 De Rossi, 33 Brighi; 19 Baptista; 9 Vucinic (44'st 11 Taddei), 10 Totti (31'st 24 Menez).

Lazio (4 - 3 - 3): 1 Carrizo; 2 Lichtsteiner, 13 Siviglia, 22 Rozehnal, 32 Radu; 5 Brocchi (36'st 6 Dabo), 24 Ledesma, 11 Mauri (15'st 23 Meghni); 19 Pandev, 18 Rocchi (39'st 21 Inzaghi), 10 Zarate. 

venerdì 14 novembre 2008

Serie A - 12^ giornata: Roma - Lazio. Le probabili formazioni.

E' arrivato, finalmente. Si sa che il derby è la prima partita che i tifosi di Lazio e Roma si affrettano di scovare non appena viene stilato il calendario della Serie A: quest'anno la sorte l'ha fissato alla 12^ giornata e la data è probabilmente segnata in rosso su molti calendari della capitale. E' il derby capitolino numero 131 quello che andrà in scena domenica sera all'Olimpico e senza alcun dubbio avrà una delle vigilie più strane. Vigilia strana perchè nessuno, a questo punto della stagione, avrebbe mai immaginato di vedere non tanto la Lazio lassù a 22 punti ma piuttosto la Roma laggiù a 8. La Lazio è sicuramente una delle sorprese più liete della stagione mentre i giallorossi, a parte la reazione d'orgoglio contro il Chelsea, sta deludendo parecchio. Ambienti diversi e stati d'animo diversi dunque in quel di Formello e di Trigoria. L'armonia che regna alla corte di Delio Rossi è in forte antitesi con l'aria rarefatta e elettrica che circonda la banda di Spalletti. Il derby è un'occasione per entrambe: un esame di maturità per la Lazio, quasi una prova iniziatica che può aprire scenari idilliaci. Per farla breve, una prova del nove: vincere vorrebbe dire lanciarsi verso un posto al sole tra le grandi d'Italia (e chissà, pure d'Europa...), allargare il divario sulla zona salvezza (tornare con i piedi per terra ogni tanto non fa mai male...) e, per ultimo ma non in ordine d'importanza, affossare ancora di più gli odiati cugini che sprofonderebbero veramente negli inferi della massima serie. Per la Roma, ovviamente, il derby è tutto il contrario: l'inizio di stagione a dir poco singhiozzante impone ai giallorossi di tirare fuori le unghie subito, già a partire dal derby. I risvolti emotivi che potrebbe avere un'affermazione nel derby sono facilmente calcolabili: forse non cancellerebbe tutte le delusioni arrivate fin qui ma poco ci mancherebbe. 
Rossi ha veramente pochi, pochissimi dubbi. Quasi certo il tridente con l'ormai tanto decantato Rocchi-Pandev-Zarate. Davanti a Juan Pablo Carrizo confermatissimi Lichtsteiner e Radu sulle corsie e Siviglia con Rozehnal al centro. A centrocampo Ledesma in cabina di regia, affiancato da Brocchi e da uno tra Dabo e Mauri. Con il tridente in campo dal primo minuto però sembra favorito il francese per le sue spiccate doti di interditore. Foggia, e Mauri qualora dovesse perdere il ballottaggio, scalpiteranno in panchina.
Nonostante le (solite) notizie arrivate da Trigoria la Roma disporrà tranquillamente di Totti e De Rossi, come potrà contare sulla coppia centrale Juan-Mexes. Ci sarà anche Doni che molto probabilmente indosserà un caschetto protettivo simile a quello indossato da Cech. Il modulo non è ben chiaro ma gli undici che scenderanno in campo saranno quasi sicuramente Doni tra i pali, Cassetti, Mexes, Juan e Panucci nella linea a 4, Perrotta, De Rossi, Brighi e Baptista in mezzo e la coppia Vucinic-Totti davanti.

Roma (4 - 1 - 3 - 2): 32 Doni; 77 Cassetti, 5 Mexes, 4 Juan, 2 Panucci; 20 Perrotta; 16 De Rossi, 33 Brighi, 19 Baptista; 10 Totti, 9 Vucinic.

Lazio (4 - 3 - 3): 1 Carrizo; 2 Lichtsteiner, 13 Siviglia, 22 Rozehnal, 32 Radu; 5 Brocchi, 24 Ledesma, 6 Dabo; 19 Pandev, 18 Rocchi, 10 Zarate. 

martedì 11 novembre 2008

Pagelle: Lazio - Siena. One man show di Mauro Matias Zarate.

Lazio

Carrizo 7,5: se i tifosi della Lazio volevano una dimostrazione delle sue potenzialità l'hanno avuta. La parata su Ghezzal nel primo tempo è qualcosa di eccezionale. Efficacia e spettacolarità sono le parole d'ordine.

Lichtsteiner 7: il ragazzo arrivato da Lille a fari spenti si sta rivelando un intoccabile di questa Lazio. La proverbiale aria pulita delle montagne svizzere deve fare proprio bene viste le innumerevoli discese che si fa sulla fascia.

Siviglia 6: sufficienza risicata visto che nel primo tempo Maccarone fa quel che vuole.

Rozehnal 6,5: il ceco soffre la velocità di Ghezzal ma lo limita bene. Avrebbe tra i piedi il pallone del vantaggio ma più che calciare verso la porta spazza l'area.

Kolarov 6: soffre molto le discese di Zuniga. Si rende protagonista di qualche tiraccio da distanze siderali. Senza infamia e senza lode.

Dabo 6: fa il solito lavoro sporco in mezzo al campo ma non si fa trovare impreparato se è chiamato a impostare. (26'st Brocchi s.v.).

Ledesma 6: Giampaolo lo ingabbia con il pressing degli attaccanti non lasciandogli il tempo di ragionare. Nel secondo tempo ha più libertà e fa girare bene la squadra.

Mauri 6,5: prova di grande sacrificio come sempre in ruolo che non è proprio il suo. Corre tantissimo e quando può si inserisce negli spazi creati soprattutto dai movimenti di Rocchi e Zarate.

Meghni 6,5: il francesino non demerita, anzi. Fa vedere buone cose ma è l'assetto generale della squadra che non funziona e lo penalizza. (1'st Rocchi 7,5: se ogni volta che Rossi lo fa partire dalla panchina reagisce in questo modo...beh..che si accomodi pure!).

Foggia 6,5: ha voglia Pasquale, ha tanta voglia. Svaria su tutto il fronte d'attacco cercando di togliersi dalle caviglie i due mastini che Giampaolo gli ha sguinzagliato contro. (38'st De Silvestri s.v.).

Zarate 8: capitolo a parte: Mauro Matias Zarate. Si potrebbe partire per esempio da quella perla di rara bellezza che regala al 13' della ripresa. O dall'assist per Rocchi. O dall'azione travolgente che propizia il 3-0. Insomma, partite da dove volete, ma comunque la conclusione sarà sempre la stessa: questo ragazzo è un fenomeno, teniamocelo stretto.

Siena: Curci 6; Zuniga 7, Rossettini 5, Portanova 5,5, Del Grosso 5; Vergassola 6, Codrea 5,5 (40'st Calaiò s.v.), Galloppa 6 (18'st Frick 5); Kharja 6,5 (18'st Jarolim 5); Ghezzal 6,5, Maccarone 5,5.

lunedì 10 novembre 2008

Serie A - 11^ giornata: Lazio - Siena 3-0. Zarate-Rocchi e la Lazio va.

30. Non sono i punti in classifica ma il voto che la Lazio ha preso all'esame di psicologia. Il Siena arrivava all'Olimpico nel momento mentalmente più difficile per i biancocelesti: la settimana prima del derby. Rossi, nonostante le smentite, al derby ci pensa eccome. Mini turnover con i diffidati Radu e Brocchi in panchina insieme alle preziose energie di Tommaso Rocchi. Accantonato per ovvi motivi il tridente Rossi affida il peso dell'attacco al solo Mauro Zarate, supportato da Foggia e Meghni.  Giampaolo fa accomodare Moti e si affida alle folate sulla destra di Zuniga. Davanti l'ex crotonese Ghezzal vince il ballottaggio con Frick.
La Lazio appare da subito "spuntata" e fatica a creare pericoli. E' invece il Siena ad andare vicino al vantaggio con Ghezzal: la sua discesa sulla sinistra si conclude con un mancino incrociato che finisce a fil di palo. Al 10' standing ovation per Juan Pablo Carrizo: Zuniga è imprendibile a destra e mette al centro un gran pallone per Ghezzal. La girata volante dell'attaccante senese è spettacolare e ben indirizzata ma Carrizo vola sotto l'incrocio e con la mano di richiamo mette in  angolo. Dal calcio d'angolo seguente Maccarone si trova il pallone sulla testa a due passi dalla linea di porta ma mette clamorosamente a lato. La Lazio non gira: Ledesma costantemente pressato da Ghezzal e Foggia raddoppiato puntualmente sulla corsia di destra. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 ma la Lazio deve ringraziare JP1. Nell'intervallo Rossi cambia volto alla squadra: fuori Meghni, che non aveva sfigurato, e dentro Rocchi. Il capitano va a dare una mano a Zarate con Foggia alle loro spalle. Lazio più quadrata e più pericolosa. La prima palla gol arriva all'8' ma al posto giusto c'è il piede sbagliato, quello di Rozehnal che da buona posizione di sinistro calcia quasi in fallo laterale. Al 13' il cielo sopra l'Olimpico si illumina. Punizione dai 22 metri, un pizzico defilata sulla destra. Ci si aspetta Kolarov ma arriva Zarate. L'Olimpico assiste in silenzio, tutti gli occhi sono fissi sull'argentino. La palla, lì, in quell'angolino, forse ce l'avevano messa solo Mihajlovic e Veron. La traiettoria disegnata dal destro di Maurito Zarate è pura poesia: la palla gira e sembra finire alta ma si abbassa all'ultimo e si infila dove nessuno, nemmeno l'uomo ragno, potrebbe arrivarci. I 40 mila dell'Olimpico non possono far altro che stropicciarsi gli occhi e tirarsi pizzicotti a vicenda per essere sicuri che quello che vedono è tutto vero, che quel folletto argentino ha addosso proprio la maglia biancoceleste. Il colpo per il Siena è quello del ko perchè i ragazzi di Giampaolo non riescono più a tenere il ritmo folle della prima frazione di gara e la Lazio della ripresa è tutt'altra storia. La partita però si chiude solo al 41' con, manco a dirlo, Zarate protagonista. L'argentino se ne va a Del Grosso sulla destra e mette al centro per Rocchi che in scivolata mette alle spalle di Curci. Il Siena si rifà vivo al 44' ma Carrizo è posizionato perfettamente sul sinistro di Calaiò. Zarate però non ha ancora finito di regalare spettacolo e allora decide di ubriacare ancora Del Grosso e di scagliare un bolide verso Curci. La respinta del portiere cresciuto nelle giovanili della Roma finisce però sui piedi del brillante Lichtsteiner che prima colpisce e abbatte Curci e poi raccoglie la respinta e serve a Rocchi un pallone facile facile da depositare in rete a porta completamente sguarnita. La punizione, per quello che si è visto nel primo tempo, è forse eccessiva per il Siena ma la Lazio del secondo tempo è stata veramente un rullo compressore.
I biancocelesti salgono a 22 punti in classifica, 14 sopra la Roma. Ma si sa, il derby non fa calcoli, non guarda la classifica. Il derby esce dagli schemi, è una partita che va al di là di una semplice giornata di campionato. E' una partita secca, 90' da giocare alla morte e con la bava alla bocca. E allora forza Lazio, vinci questa finale e regalaci una notte da sogno.

Lazio (4 - 3 - 1 - 2): 1 Carrizo; 2 Lichtsteiner, 13 Siviglia, 22 Rozehnal, 3 Kolarov; 6 Dabo (26'st 5 Brocchi), 24 Ledesma, 11 Mauri; 23 Meghni (1'st 18 Rocchi); 17 Foggia (38'st 29 De Silvestri), 10 Zarate. 

Siena (4 - 3 - 1 - 2): 85 Curci; 2 Zuniga, 13 Rossettini, 90 Portanova, 30 Del Grosso; 8 Vergassola, 5 Codrea (40'st 11 Calaiò), 14 Galloppa (18'st 7 Frick); 10 Kharja (18'st 23 Jarolim); 18 Ghezzal, 32 Maccarone.

giovedì 6 novembre 2008

Serie A - 11^ giornata: Lazio - Siena. Le probabili formazioni.

Quella di domenica sarà forse la partita mentalmente più difficile del campionato per la Lazio. All'Olimpico arriva il Siena con il morale a mille dopo il colpaccio nel derby contro la Fiorentina, ma il rischio maggiore per i ragazzi di Delio Rossi è quello di avere la testa già alla 12^ giornata quando andrà in scena il derby di Roma. Il rischio è grosso perchè il match con i bianconeri non è affatto semplice e i tre punti in palio sono un bottino importante che farebbe molto comodo alla classifica della Lazio. Dal canto suo il Siena arriva all'Olimpico senza nulla da perdere, consapevole che per la salvezza sono altre le gare in cui deve fare punti. Gli uomini di Giampaolo giocheranno sulle ali dell'entusiasmo per il risultato prestigioso ottenuto domenica scorsa e per la Lazio non sarà cosa facile avere la meglio.
Rossi deve rinunciare, oltre agli acciaccati Matuzalem, Manfredini, Del Nero e Firmani, a Pandev, squalificato. Rischiano di saltare il derby Brocchi e Radu, entrati in diffida. Qualche dubbio sulla presenza di Rocchi, debilitato dalla febbre in settimana, e di Foggia che soffre di una contusione alla coscia destra. Se per il primo però non dovrebbero esserci problemi, per il folletto napoletano c'è qualche dubbio in più. Il matchwinner della 10^ giornata sta seguendo un programma specifico per il recupero e Rossi conta di poterlo schierare alle spalle della coppia Rocchi-Zarate contro il Siena. Le novità rispetto alla partita contro il Catania riguardano il modulo e la presenza di Foggia. Il 4 - 3 - 3 dovrebbe infatti lasciare spazio ad una sorta di 4 - 3 - 1 - 2 che, in caso di necessità, potrebbe anche trasformarsi in un 4 - 4 - 2. Difesa e centrocampo confermatissimi, attacco pure. L'unica novità riguarda dunque il trequartista che sarà Foggia, pronto eventualmente a defilarsi sulla corsia di destra. 
Giampaolo deve fare a meno di Eleftheropoulos, Belmonte, Ficagna e del brasiliano Packer. Il modulo dovrebbe essere speculare a quello dei biancocelesti con Kharja che agirà alle spalle di Maccarone e Ghezzal. In difesa giocherà Moti al fianco di Portanova: il rumeno in estate era stato vicinissimo a trasferirsi a Roma ma nell'ultimo giorno di mercato il Siena aveva convinto la Dinamo Bucarest.

Lazio (4 - 3 - 1 - 2): 1 Carrizo; 2 Lichtsteiner, 13 Siviglia, 22 Rozehnal, 32 Radu; 5 Brocchi, 24 Ledesma, 11 Mauri; 17 Foggia; 18 Rocchi, 10 Zarate.

Siena (4 - 3 - 1 - 2): 85 Curci; 13 Rossettini, 16 Moti, 90 Portanova, 30 Del Grosso; 8 Vergassola, 5 Codrea, 14 Galloppa; 10 Kharja; 18 Ghezzal, 32 Maccarone. 

lunedì 3 novembre 2008

Pagelle: Lazio - Catania. Il tridente funziona a meraviglia, Bizzarri fa il fenomeno.

Lazio

Carrizo 6: il voto è puramente sulla fiducia visto che il Catania non tira mai in porta.

Lichtsteiner 6,5: ormai lo svizzero non è più una sorpresa. La fascia destra è proprietà privata.

Siviglia 6: non c'è molto lavoro da svolgere ma è comunque attento quando gli attaccanti rossazzurri si presentano dalle sue parti.

Rozehnal 6,5: come per il compagno di reparto non c'è praticamente nulla da fare. Contrasta bene Plasmati nel gioco areo e è molto elegante quando parte palla al piede e testa alta.

Radu 7: il rumeno convince ancora sulla sinistra. Garantisce un'ottima copertura ma non si fa dispiacere nemmeno in fase offensiva.

Brocchi 6,5: con un attacco del genere fare il centrocampista è veramente dura. Eppure corre e lotta per 90' senza lasciare un centimetro agli avversari. (24'st Foggia 7,5: gol a parte, cambia faccia alla partita. Il ruolo non è quello che predilige ma trovare spazio là davanti è difficile e allora Pasqualino si adatta e lo fa a meraviglia. La prestazione di oggi mette sicuramente in difficoltà Rossi).

Ledesma 6: non è in una delle sue migliori giornate ma i piedi rimangono sempre quelli e si inventa alcune giocate da campione.

Mauri 6,5: retrocesso da trequartista a interno di centrocampo non ha detto "a" e si è messo a completa disposizione di Rossi. L'esperimento sembra riuscito.

Pandev 6: crea e disfa. E' uno spettacolo per gli occhi ma trova davanti a sè un Bizzarri in giornata di grazia. (38'st Inzaghi s.v.)

Rocchi 6: è lontano dall'essere nella miglior condizione ma ce la mette tutta. I suoi movimenti sono molto importanti e negli spazi creati i compagni ci si infilano a meraviglia. (1'st Meghni 5,5: il suo ingresso non dà proprio l'effetto desiderato. E' comunque importante quando si tratta di tenere il pallone e di dare il la alla manovra).

Zarate 7,5: tanto per cambiare è ancora lui il migliore. Ogni volta che prende palla l'Olimpico si ammutolisce, osservando in religioso silenzio in attesa di esplodere alla prima giocata di fino. I tifosi Laziali si stropicciano gli occhi ogni volta che lo vedono giocare perchè uno così, all'Olimpico, mancava da un pò di tempo.

Catania: Bizzarri 7,5; Sardo 6, Sabato 5, Stovini 6,5, Silvestre 6; Ledesma 6,5, Carboni 5,5, Biagianti 6 (39'st Baiocco s.v.); Mascara 6,5; Izco 5,5, Plasmati 6 (24'st Morimoto 5,5).

Serie A - 10^ giornata: Lazio - Catania 1-0. Ci pensa Foggia e la Lazio vola.

E' il 40' del secondo tempo quando l'Olimpico può finalmente esplodere. Il fortino Catania cade ad un passo dal traguardo a causa del colpo di Pasquale Foggia, uno che aveva una voglia matta di segnare all'Olimpico, soprattutto dopo l'ingiusta squalifica che l'aveva costretto a saltare la trasferta di Verona. 19 punti e una fiducia ritrovata. Ritrovati soprattutto i protagonisti. Zarate è tornato a fare la differenza: non ritrova il gol l'argentino ma è sempre decisivo. Pandev ha creato una miriade di occasioni da rete. Rocchi ha fatto tanto movimento, creando spazi per i compagni. E poi l'eroe di giornata, Pasquale Foggia. Il folletto napoletano non vedeva l'ora di potersi riscattare, far vedere quello che vale in maglia biancoceleste. La fiducia che Rossi gli sta dando in questo avvio di stagione lo carica a mille e i risultati sul campo ne sono uno specchio fedele. Chissà da quanto lo stava sognando quel gol sotto la nord, un gol decisivo, un gol da tre punti. 
La formazione della Lazio rispetta le indiscrezioni della vigilia: Lichtsteiner e Radu completano la difesa accanto alla solita coppi Siviglia-Rozehnal e davanti a Carrizo. In mezzo il trio Brocchi-Ledesma-Mauri sostiene il tridente con Pandev, Zarate e Rocchi. Nel Catania invece Martinez e Paolucci lasciano il posto a Plasmati e Ledesma. 
Al 2' è già Lazio: Pandev va via e cerca il diagonale ma Bizzarri è ben appostato. Poi inizia il one man show di Mauro Matias Zarate: l'argentino è assolutamente imprendibile e ha il solo demerito di non riuscire a battere Bizzarri che si oppone da campione a tutte le sue conclusioni. La Lazio controlla il match e attacca ma il Catania si difende bene e non capitola.
Nella ripresa il copione della partita non cambia. L'ingresso di Meghni al posto di Rocchi permette a Rossi di avanzare Pandev. La partita potrebbe anche giocarsi solo tra Pandev e Zarate contro la difesa del Catania perchè nella ripresa si gioca ad una porta sola. Stovini, Silvestre e Bizzarri però sono superlativi nel chiudere tutti gli spazi e a respingere qualsiasi sortita offensiva dei padroni di casa. Zarate si diverte a fare il giocoliere ma quando si avvicina alla porta si trova davanti un muro. Al 24' la svolta: Rossi tenta il tutto per tutto sbilanciando però pericolosamente la squadra. La mossa è rischiosa: fuori Brocchi e dentro Foggia. L'azzardo però paga. Al 40' Zarate fa il fenomeno sulla destra e mette al centro un pallone delizioso per Foggia che aggancia splendidamente e conclude con il sinistro alle spalle di Bizzarri. L'Olimpico può finalmente esplodere allontanando i fantasmi di un altro pareggio contro una squadra che si difende in 11. 3' più tardi è ancora Zarate a diffondere il panico nell'area avversaria ma la sua conclusione viene respinta dall'ottimo Bizzarri.
Per la Lazio sono 3 punti d'oro contro una delle squadre più in palla della massima serie. I biancocelesti si rilanciano così in classifica irrompendo prepotentemente nella lotta per un posto in Europa. Il Catania ha confermato di essere una squadra quadrata e solida ma quando non tiri mai in porta è difficile vincere.
I tifosi Laziali avranno già in mente e negli occhi il derby, ma settimana prossima all'Olimpico arriva il Siena e la banda di Rossi non può sbagliare. 

Lazio (4 - 3 - 3): 1 Carrizo; 2 Lichtsteiner, 13 Siviglia, 22 Rozehnal, 32 Radu; 5 Brocchi (24'st 17 Foggia), 24 Ledesma, 11 Mauri; 19 Pandev (38'st 21 Inzaghi), 18 Rocchi (1'st 23 Meghni), 10 Zarate.

Catania (4 - 3 - 1 - 2): 1 Bizzarri; 2 Sardo, 4 Silvestre, 6 Stovini, 3 Sabato; 8 Ledesma, 5 Carboni, 27 Biagianti (39'st 17 Baiocco); 7 Mascara; 13 Izco, 16 Plasmati (24'st 15 Morimoto).