venerdì 28 novembre 2008

Serie A - 14^ giornata: Atalanta - Lazio. Le probabili formazioni.

Archiviata la giornata che le ha viste rispettivamente crollare a Reggio Calabria e pareggiare in casa con il Genoa, Atalanta e Lazio si ritrovano una di fronte all'altra nella 14^ giornata. Allo stadio Atleti Azzurri d'Italia andrà in scena una vera e proprio gara degli ex, ben 9. Nelle fila bergamasche ci saranno Bobo Vieri, che a Roma ha sfiorato uno scudetto ed è stato protagonista nella conquista della Coppa delle Coppe, Leonardo Talamonti, che dei sudamericani arrivati nel famoso ultimo giorno di mercato della prima stagione di Lotito, e Carlo Osti, che per un anno ha lavorato come direttore sportivo biancoceleste. Sulla sponda Laziale invece gli ex sono Simone Inzaghi e Belleri, in prestito l'anno sc0rso, Dabo, Makinwa e Siviglia, che hanno lasciato un ottimo ricordo in Lombardia, e mister Delio Rossi.
Rossi recupera Ledesma e Radu dopo la giornata di squalifica ma perde Pandev. Nel tridente, a cui Rossi sembra non voler rinunciare, sarà Foggia a sostituire il macedone a fianco di Rocchi e Zarate. In difesa l'unica novità rispetto alla gara casalinga contro il Genoa sarà il rientro di Radu, visto che Siviglia sarà ancora costretto a dare forfait a vantaggio di Cribari. In mezzo al campo Ledesma torna a riprendersi il suo ruolo affiancato sicuramente da Brocchi. Per l'ultimo posto nella zona mediana del campo sono in lizza addirittura in 4: Manfredini, che sembra essere in vantaggio su tutti gli altri, Dabo, Meghni e Mauri. 
Del Neri dovrebbe opporre all'undici di Rossi il solito 4 - 4 - 1 - 1, con Floccari unica punta e Doni a supporto. Difesa a 4 con Garics e Bellini sulle corsie e Talamonti e Manfredini centrali. A centrocampo l'ottimo Guarente sarà affiancato da De Ascentis, mentre sulle due fasce agiranno Ferreira Pinto e Padoin. L'arbitro dell'incontro sarà Bergonzi.

Atalanta (4 - 4 - 1 - 1): 31 Coppola; 8 Garics, 2 Talamonti, 5 Manfredini, 6 Bellini; 79 Ferreira Pinto, 15 De Ascentis, 17 Guarente, 22 Padoin; 72 Doni; 33 Floccari.

Lazio (4 - 3 - 3): 1 Carrizo; 2 Lichtsteiner, 25 Cribari, 22 Rozehnal, 32 Radu; 5 Brocchi, 24 Ledesma, 68 Manfredini; 17 Foggia, 18 Rocchi, 10 Zarate.

giovedì 27 novembre 2008

Pagelle: Lazio - Genoa. Super Milito spaventa la Lazio, Dabo ritrovato.

Lazio

Carrizo 6: fa un paio di miracoli notevoli ma sull'azione che poi porterà al vantaggio rossoblu ha responsabilità evidenti.

Lichtsteiner 6,5: il tasto per farlo fermare a Formello non l'hanno ancora trovato. Fa su e giù per la fascia in continuazione.

Cribari 6,5: grande risposta sul campo del brasiliano che tornava dopo un lungo periodo di panchina.

Rozehnal 6: un pò in calo rispetto al brillante inizio di stagione. Comunque non sfigura.

Kolarov 6: è tornata la versione caccia bombardiere serbo. Ci prova da ogni posizione e da distanze siderali.

Brocchi 6,5: partita di grande sostanza e sacrificio come sempre. 

Dabo 6,5: oltre al gol che salva la Lazio disputa un'ottima gara in cabina di regia al posto dello squalificato Ledesma. Imposta e fa da schermo davanti alla difesa. Ritrovato.

Meghni 6: l'azione in cui se ne mangia tre uno dietro l'altro e poi va alla conclusione rimarrà a lungo impressa negli occhi dei tifosi Laziali (28'st Inzaghi s.v.).

Foggia 6,5: è in forma smagliante e nell'uno contro uno salta il diretto avversario con una facilità imbarazzante. Gli manca solo il gol perchè Rubinho gli dice di no in un paio di occasioni.

Pandev 5: molto, molto spento il macedone. Evidentemente la condizione sta un pò calando e il viaggio con la nazionale in settimana è una delle cause (1'st Rocchi 6: entra con cattiveria ma si pappa un gol incredibile).

Zarate 6,5: non lo scopriamo di certo alla 13^ giornata che sa saltare l'uomo e creare superiorità numerica. Se invece di giocare mano nella mano con i guardalinee giocasse più vicino alla porta avrebbe sicuramente 5-6 gol in più all'attivo.

Genoa: Rubinho 5; Papastathopoulos 7, Ferrari 6, Biava 5,5, Criscito 6; Vanden Borre 6, Juric 6 (22'st Gasbarroni s.v.), Thiago Motta 6; Sculli 5,5 (11'st Mesto 6), Milito 7, Palladino 5 (39'st Potenza s.v.).

Serie A - 13^ giornata: Lazio - Genoa 1 - 1. Milito chiama, Dabo risponde: questioni di cuore.

Doveva essere la partita del riscatto, per dimenticare il derby e per riprendere la marcia verso un posto in Europa. Il Genoa non era certo l'avversario più semplice e lo ha dimostrato ampiamente: là davanti ha un fenomeno che, non si sa come, è stato ignorato dalle grandi squadre italiane e spagnole. Sarebbe stato un boccone invitante per chiunque Diego Alberto Milito, reduce dalla stagione fallimentare del Saragozza e pronto a lasciare l'Aragona per non finire a giocare nella serie cadetta spagnola. E' bastata una chiamata del patron del Genoa Preziosi però per colpire al cuore Diego che non ha resistito alla tentazione di tornare a infiammare il Ferraris. Questioni di cuore insomma. Ma il giocatore visto sin qui in campionato e visto all'Olimpico è sicuramente (senza nulla togliere al Genoa) di un'altra categoria: un gol (regolare) annullato, un rigore fallito, un gol realizzato (e convalidato) e tante giocate strappa applausi. Il Genoa dipende da Milito, nel bene e nel male. La Lazio aveva voglia di reagire e la reazione c'è stata. Senza Ledesma in cabina di regia, Rossi ha buttato nella mischia Ousmane Dabo affidandogli anche la fascia da capitano. Che soddisfazione per Ousmane che era tornato a Roma dopo l'infelice parentesi di Manchester, sponda City. Non ha saputo resistere al richiamo dell'ambiente biancoceleste e ha fatto subito le valigie per tornare: quella corsa sotto la Nord dopo l'1 - 1 la sognava da tanto tempo ed è la dimostrazione che la Lazio gli è entrata e rimasta nel cuore.
Storie simili quelle di Milito e Dabo che si incrociano curiosamente nella 13^ giornata di Serie A: il fato ha poi voluto che proprio loro due fossero i protagonisti del match dell'Olimpico, con il primo a portare in vantaggio il Genoa e il secondo a ristabilire la parità.
Era partita forte la Lazio con Foggia, preferito a Rocchi, che al 4' accarezza la traversa dopo un cross insidiosissimo. Ci pensa poi Kolarov al 12' a mettere in apprensione Rubinho con un bolide su punizione dalla distanza. La partita viaggia su un sostanziale equilibrio fino alla mezz'ora, quando il match si accende. A dare la scossa un'azione prepotente di Meghni che salta 3 difensori rossoblu e calcia dal limite, non inquadrando però lo specchio della porta. La risposta ospite è affidata a Milito che, dopo una splendida azione sull'asse Juric-Sculli, scarica un gran destro verso la porta di Carrizo: il portierone argentino però è ben posizionato e para senza troppi problemi. Due minuti dopo è ancora Kolarov ad attentare alla salute di Rubinho con un missile dai 30 metri che però l'estremo difensore del Genoa respinge con i pugni. Al 40' arriva l'episodio più contestato del primo tempo: Milito raccoglie un cross basso al centro dell'area di rigore e di piatto fa 0 - 1 ma il guardalinee alza inspiegabilmente la bandierina e manda le squadre al riposo sul risultato di o - 0. 
Nella ripresa la Lazio riparte decisa e con Rocchi al posto di uno spento Goran Pandev. La doccia gelata però sembra arrivare già all'8' quando Mazzoleni assegna un rigore per il Genoa. Milito va sul dischetto ma spara alto sopra la traversa. La Lazio, passato lo spavento, torna a impensierire Rubinho con Foggia ma il brasiliano compie un vero miracolo e salva la propria porta. Ancora Lazio al 22' e questa volta l'occasione è veramente grossa: Zarate strepitoso sulla destra se ne mangia tre e mette al centro per Brocchi. L'ex centrocampista del Milan calcia male e il pallone finisce a Rocchi: l'attaccante veneziano aggancia e batte a rete ma si vede respingere il pallone sulla linea da Papastathopoulos. Il calcio è spietato e allora a gol sbagliato corrisponde gol subito. Sul cross di Palladino dalla destra Carrizo esce male e non allontana il pallone che invece giunge a Mesto. L'ex laterale della Reggina serve Milito che non ci pensa due volte e di prima intenzione batte a rete mandando il pallone nell'angolino basso alla sinistra di Carrizo. Il calcio però a volte toglie e a volte dà. Così al 35' Carrizo fa un miracolo su Milito e sul ribaltamento di fronte la Lazio trova il pareggio. La difesa genoana allontana la palla messa in mezzo dal solito Zarate ma sulla respinta si avventa Dabo che calcia al volo: il destro è centrale ma Rubinho non trattiene e il pallone si infila in rete. Ultima occasione della partita per Zarate: punizione morbida che finisce a lato. 
Il pareggio è tutto sommato giusto anche se al Genoa ad onor del vero manca un gol regolare annullato dall'assistente di Mazzoleni. Un punto per uno dunque per ripartire, chi dalla sconfitta di misura nel derby e chi dalla roboante sconfitta contro la Juve. 

Lazio (4 - 3 - 3): 1 Carrizo; 2 Lichtsteiner, 25 Cribari, 22 Rozehnal, 3 Kolarov; 5 Brocchi, 6 Dabo, 23 Meghni (28'st 21 Inzaghi); 17 Foggia, 19 Pandev (1'st 18 Rocchi), 10 Zarate.

Genoa (4 - 3 - 3): 83 Rubinho; 25 Papastathopoulos, 13 Ferrari, 20 Biava, 4 Criscito; 7 Vanden Borre, 33 Thiago Motta, 28 Juric (22'st 18 Gasbarroni); 14 Sculli (11'st 68 Mesto), 22 Milito, 10 Palladino (39'st 15 Potenza).

sabato 22 novembre 2008

Serie A - 13^ giornata: Lazio - Genoa. Le probabili formazioni.

Voltare pagina e andare avanti. E' questo il dictat in casa Lazio dove urge dimenticare il derby e riprendere il cammino là dove si era interrotto prima dell'incidente di percorso. Il colpo è stato duro e le chiacchere in settimana lo testimoniano ma nelle parole che sono scorse a fiumi c'era anche la ferma volontà di lasciarsi alle spalle la sconfitta con la Roma. La Lazio deve ripartire e lo deve fare già domenica contro il Genoa, di certo non l'avversario più facile per questo tipo di obiettivo.
Oltre tutto Rossi dovrà fare a meno di Ledesma e Radu squalificati, Firmani e Matuzalem infortunati, e avrà il dubbio Siviglia. Se non dovesse farcela sono pronti Cribari e Diakitè. Il tridente dovrebbe essere riproposto ma questa volta Pandev rischia il posto a favore di Pasquale Foggia. Il 4 - 3 - 3 di Rossi dovrebbe dunque essere: Carrizo tra i pali, difesa a quattro con Lichtsteiner, Cribari, Rozehnal e Kolarov, centrocampo con Brocchi e Mauri a sostegno del regista Dabo e tridente Pandev, Rocchi, Zarate davanti. Prontissimi in panchina (ma non è detto che la spuntino per una maglia da titolare)  ci sono Meghni e Foggia. 
Dal canto suo Gasperini è sollevato nell'apprendere la notizia che Milito sta bene e potrà essere regolarmente della partita. Sarà quindi "El Principe" a guidare l'attacco rossoblu, coadiuvato dagli ex juventini Sculli e Palladino. Recuperato anche Mesto che dovrebbe trovare posto sulla corsia di sinistra, mentre dalla parte opposta agirà Marco Rossi. Le redini del centrocampo invece saranno nelle mani di Thiago Motta e Juric, una coppia che sta sorprendendo. Davanti a Rubinho poi ci saranno il greco Papastathopoulos, Ferrari e Criscito. 
I tre punti messi in palio dal match farebbero comodo a tutte e due le compagini, bisognose di rialzare morale e punteggio in classifica. Lazio - Genoa significa anche Zarate contro Milito. I due argentini si sfideranno per la supremazia sul campo e poi non è detto che con due così, sugli spalti dell'Olimpico, non abbia già riservato un posticino un certo Diego Armando Maradona.

Lazio (4 - 3 - 3): 1 Carrizo; 2 Lichtsteiner, 25 Cribari, 22 Rozehnal, 3 Kolarov; 5 Brocchi, 6 Dabo, 11 Mauri; 19 Pandev, 18 Rocchi, 10 Zarate.

Genoa: (3 - 4 - 3): 83 Rubinho; 15 Papastathopoulos, 13 Ferrari, 4 Criscito; 7 Rossi, 88 Thiago Motta, 28 Juric, 20 Mesto; 14 Sculli, 22 Milito, 10 Palladino.

martedì 18 novembre 2008

Pagelle: Roma - Lazio. Baptista decisivo, Zarate hors categorie.

Roma: Doni 6, Panucci 6 (33'st Cassetti s.v.), Mexes 5,5, Juan 6, Tonetto 5, Perrotta 5, De Rossi 6, Brighi 6,5, Baptista 7, Vucinic 6 (44'st Taddei s.v.), Totti 5,5 (31'st Menez s.v.). 

Lazio 

Carrizo 7: salva per due volte la propria porta opponendosi al colpo di testa di Vucinic e alla conclusione ravvicinata di Menez. Ecco il portiere che i tifosi Laziali volevano vedere.

Lichtsteiner 5,5: ormai aveva abituato a ben altre prestazioni. Fa un deciso passo indietro ma alcune discese sulla destra sono da applausi. Si mangia un gol incredibile di testa dopo che Zarate aveva saltato tutta la difesa giallorossa e l'aveva servito ottimamente.

Siviglia 5,5: gran lavoro su Vucinic che però gli scappa al 19' del primo tempo quando Carrizo gli salva la faccia con un intervento prodigioso. Si fa anticipare da Baptista nell'azione che varrà l'1-0.

Rozehnal 6: controlla bene le sortite offensive avversarie nella sua zona. A volte è impacciato ma se la cava bene.

Radu 6: la classe non gli manca di certo ma a volte gioca con troppa sufficienza. Poche volte rischia l'uno contro uno sulla sua fascia di competenza. Timido.

Brocchi 5,5: tanta corsa e buona volontà come sempre ma la sua presenza si sente veramente poco. Prestazione da rivedere. (36'st Dabo s.v.)

Ledesma 4,5: serataccia per il regista biancoceleste. Non azzecca un pallone e becca due ammonizioni evitabilissime. Troppo nervoso.

Mauri 5,5,: così arretrato deve rinunciare alle sue doti di sfruttatore degli spazi creati dagli attaccanti. (15'st Meghni 6: il suo ingresso in campo coincide con il momento di massima spinta della Lazio alla ricerca del pareggio).

Pandev 5: buoni spunti e buone accelerazione ma i tifosi della Lazio sono abituati a tutt'altro Pandev. E' impreciso sotto porta e sfortunato in qualche occasione. 

Rocchi 6,5: quando vede giallorosso si esalta. Crea tantissimo per i compagni e fa continuamente movimento. Cerca il gol con una girata volante strappa-applausi. (39'st Inzaghi s.v.)

Zarate 8: una luce, e pure abbagliante, nel buio. Chiunque passerebbe ore a guardarlo portare palla: riceve, alza la testa, rallenta e poi via, punta l'uomo, lo salta e mette i compagni davanti alla porta. Gli è sempre stato rimproverato di essere egoista ma se veramente si fosse messo in proprio forse il derby sarebbe finito in un altro modo. Ad avercene di giocatori così. Hors categorie.

lunedì 17 novembre 2008

Serie A - 12^ giornata: Roma - Lazio 1-0. Decide Baptista, la Lazio esce a testa altissima.

E' bastato un lampo di Julio Baptista al 5' della ripresa a regalare il 131° derby della capitale alla Roma. Il copione della gara è stato quello che ci si aspettava con una Roma "timorosa", consapevole di non attraversare un grandissimo momento, e una Lazio che, sbilanciata in avanti, ha pagato la solita disattenzione difensiva. L'undici biancoceleste è quello annunciato alla vigilia con Mauri come terzo di centrocampo al posto di Dabo e anche la Roma è quella comparsa sui giornali del sabato e della domenica. Dopo la solita fase di studio di un quarto d'ora la Roma ha una grandissima occasione al 19'. Vucinic raccoglie il cross dalla destra di Panucci e di testa indirizza verso l'angolino basso: Carrizo è strepitoso nel riflesso e mette in angolo togliendo letteralmente il pallone dalla porta a mano aperta. Al 22' Lichtsteiner pesca Zarate sul palo lungo ma l'argentino schiaccia troppo la palla di testa e mette sul fondo. Alla mezz'ora Zarate si mette in proprio e si dribbla metà Roma in cerca dello spazio per la conclusione: la botta dal limite è potente ma centrale e Doni para senza problemi.
La Lazio ora controlla il match e la Roma ha arretrato il baricentro. Al 37' Pandev inventa per Rocchi che in girata al volo manda alto di poco. Il primo tempo non offre più nient'altro di significativo e si conclude con la conferma di una Lazio in palla e di una Roma decisa a rinascere puntando quantomeno sull'orgoglio. Nella ripresa rientrano gli stessi 22 del primo tempo ma la Roma pronti via e va in vantaggio. Angolo battuto velocemente e cross di Totti: in mezzo all'area il più lesto è Baptista che anticipa tutti e di testa gira il pallone nell'angolino lontano dove Carrizo non può arrivare. La reazione della Lazio non si fa attendere e manco a dirlo è affidata a Zarate: l'argentino è il primo ad avventarsi sul pallone vagante in area di rigore ma il suo colpo di testa viene messo in angolo da un prodigioso intervento di Doni. Al 20' la Curva Nord grida al gol: Pandev scaraventa un gran destro verso la porta di Doni ma la conclusione finisce a lato di un soffio a portiere battuto. Un minuto più tardi però arriva la doccia gelata: Ledesma entra in ritardo su Baptista e rimedia il secondo giallo, finendo anzitempo sotto la doccia. La Lazio però non si abbatte, anzi. In 10 contro 11 gli uomini di Rossi tirano fuori gli artigli e schiacciano la Roma. Al 25' Rocchi si libera in area, alza lo sguardo e calcia a giro verso l'incrocio dei pali: alto di un soffio. La Roma risponde a stento e ci prova solo dalla distanza: Carrizo è però attento sulla conclusione di De Rossi dal limite e para in due tempi. Ancora Lazio pericolosa alla mezz'ora e questa volta l'occasione è veramente clamorosa. Scambio Pandev-Rocchi-Pandev con l'attaccante veneziano che mette il macedone da solo davanti a Doni sulla linea degli undici metri: il sinistro di prima intenzione del numero 19 risulta però centrale e il portiere brasiliano della Roma respinge. La Lazio spinge in continuazione ma si espone inevitabilmente al contropiede. Prima Mexes si immola in scivolata su Rocchi e poi la Roma riparte velocissima verso la porta difesa da Carrizo con Menez. Il portierone argentino è ancora una volta decisivo ipnotizzando l'ex attaccante del Monaco e salvando la propria porta. L'ultimo quarto d'ora è tutto targato Lazio, riversata nella metà campo avversaria alla disperata ricerca del pareggio. Dabo ci prova per due volte dalla distanza ma prima Doni para e poi Juan respinge. Zarate è inesauribile e, partendo dalla sinistra, crea due nitide palle gol: due azioni in fotocopia con il folletto argentino che fa il diavolo a quattro sull'esterno, punta il diretto avversario e mette al centro. Al 40' è Inzaghi a ricevere il cross ma colpisce male di testa, mentre al 45' il primo a metterci la testa è Lichtsteiner che però è sbilanciato e mette alto. L'ultimo sussulto della Lazio non poteva che essere del solito Zarate che parte con un infinito doppio passo ubriacante e conclude all'improvviso, mancando però il bersaglio. 
E' l'ultimo segnale biancoceleste prima della resa. Vince la Roma che risolleva il proprio morale ma non cancella i dubbi sulle prestazioni che ha offerto fin qui. Dal canto suo la Lazio ha da rimproverarsi solo la solita disattenzione difensiva e una scarsa lucidità sotto porta. La sicurezza è sempre la stessa: a Cagliari è nata una stella e questa stella non smetterà molto presto di brillare. Cara Lazio, tieniti stretta quell'argentino arrivato in punta di piedi, che non ha paura di dire quello che pensa, che non ha paura di niente e di nessuno, a cui non sono tremate le gambe al suo primo derby. Cara Lazio, tieniti stretta questo Zarate perchè questa volta hai pescato il jolly e gente del genere era un pò che non calcava il terreno dell'Olimpico. 
La sconfitta nel derby brucia sicuramente ma la Lazio esce a testa altissima dalla stracittadina in cui ha confermato quanto di buono ha fatto fin qui. E' una sconfitta che però non deve far cambiare rotta alla banda di Rossi, perchè va bene così e perchè domenica arriva il Genoa e non c'è spazio per i rimpianti. Bisogna ripartire, AVANTI LAZIO!

Roma (4 - 3 - 1 - 2): 32 Doni; 2 Panucci (33'st 77 Cassetti), 5 Mexes, 4 Juan, 22 Tonetto; 20 Perrotta, 16 De Rossi, 33 Brighi; 19 Baptista; 9 Vucinic (44'st 11 Taddei), 10 Totti (31'st 24 Menez).

Lazio (4 - 3 - 3): 1 Carrizo; 2 Lichtsteiner, 13 Siviglia, 22 Rozehnal, 32 Radu; 5 Brocchi (36'st 6 Dabo), 24 Ledesma, 11 Mauri (15'st 23 Meghni); 19 Pandev, 18 Rocchi (39'st 21 Inzaghi), 10 Zarate. 

venerdì 14 novembre 2008

Serie A - 12^ giornata: Roma - Lazio. Le probabili formazioni.

E' arrivato, finalmente. Si sa che il derby è la prima partita che i tifosi di Lazio e Roma si affrettano di scovare non appena viene stilato il calendario della Serie A: quest'anno la sorte l'ha fissato alla 12^ giornata e la data è probabilmente segnata in rosso su molti calendari della capitale. E' il derby capitolino numero 131 quello che andrà in scena domenica sera all'Olimpico e senza alcun dubbio avrà una delle vigilie più strane. Vigilia strana perchè nessuno, a questo punto della stagione, avrebbe mai immaginato di vedere non tanto la Lazio lassù a 22 punti ma piuttosto la Roma laggiù a 8. La Lazio è sicuramente una delle sorprese più liete della stagione mentre i giallorossi, a parte la reazione d'orgoglio contro il Chelsea, sta deludendo parecchio. Ambienti diversi e stati d'animo diversi dunque in quel di Formello e di Trigoria. L'armonia che regna alla corte di Delio Rossi è in forte antitesi con l'aria rarefatta e elettrica che circonda la banda di Spalletti. Il derby è un'occasione per entrambe: un esame di maturità per la Lazio, quasi una prova iniziatica che può aprire scenari idilliaci. Per farla breve, una prova del nove: vincere vorrebbe dire lanciarsi verso un posto al sole tra le grandi d'Italia (e chissà, pure d'Europa...), allargare il divario sulla zona salvezza (tornare con i piedi per terra ogni tanto non fa mai male...) e, per ultimo ma non in ordine d'importanza, affossare ancora di più gli odiati cugini che sprofonderebbero veramente negli inferi della massima serie. Per la Roma, ovviamente, il derby è tutto il contrario: l'inizio di stagione a dir poco singhiozzante impone ai giallorossi di tirare fuori le unghie subito, già a partire dal derby. I risvolti emotivi che potrebbe avere un'affermazione nel derby sono facilmente calcolabili: forse non cancellerebbe tutte le delusioni arrivate fin qui ma poco ci mancherebbe. 
Rossi ha veramente pochi, pochissimi dubbi. Quasi certo il tridente con l'ormai tanto decantato Rocchi-Pandev-Zarate. Davanti a Juan Pablo Carrizo confermatissimi Lichtsteiner e Radu sulle corsie e Siviglia con Rozehnal al centro. A centrocampo Ledesma in cabina di regia, affiancato da Brocchi e da uno tra Dabo e Mauri. Con il tridente in campo dal primo minuto però sembra favorito il francese per le sue spiccate doti di interditore. Foggia, e Mauri qualora dovesse perdere il ballottaggio, scalpiteranno in panchina.
Nonostante le (solite) notizie arrivate da Trigoria la Roma disporrà tranquillamente di Totti e De Rossi, come potrà contare sulla coppia centrale Juan-Mexes. Ci sarà anche Doni che molto probabilmente indosserà un caschetto protettivo simile a quello indossato da Cech. Il modulo non è ben chiaro ma gli undici che scenderanno in campo saranno quasi sicuramente Doni tra i pali, Cassetti, Mexes, Juan e Panucci nella linea a 4, Perrotta, De Rossi, Brighi e Baptista in mezzo e la coppia Vucinic-Totti davanti.

Roma (4 - 1 - 3 - 2): 32 Doni; 77 Cassetti, 5 Mexes, 4 Juan, 2 Panucci; 20 Perrotta; 16 De Rossi, 33 Brighi, 19 Baptista; 10 Totti, 9 Vucinic.

Lazio (4 - 3 - 3): 1 Carrizo; 2 Lichtsteiner, 13 Siviglia, 22 Rozehnal, 32 Radu; 5 Brocchi, 24 Ledesma, 6 Dabo; 19 Pandev, 18 Rocchi, 10 Zarate.